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From: tactical
Date: Thu, 26 Jul 2001 15:12:14 +0200
Subject: [tacticalmedialist]
 


tratto dal newswire di Indymedia

I violenti.

by Trike 4:12pm Tue Jul 24 '01

Il "Black bloc" a Genova.

Ho visto il "black bloc" in azione. Ho visto giovani vestiti di nero 
attuare una precisa ed efficace guerriglia urbana. Ho visto le auto 
bruciate, le vetrine rotte, gli incendi e i cassonetti... Ho visto i cortei 
sfilare per le strade di genova, cortei eterogenei in un movimento 
eterogeneo. Ho visto e ho letto i giornali. Ho visto e ascoltato le 
televisioni.

Il risultato è chiaro. E' stato individuato il capro espiatorio di stato. 
Utile sia per la destra, sia per la sinistra, per i giovani sedicenti 
attivisti, come per gli anziani "comapagni" e non.

Il "black bloc" soddisfa tutti. E' il toccasana per le coscienze dei 
"compagni" benpensanti, come pure per gli sbirri più fascisti. Rende gli 
uni innocenti vittime e gli altri motivati aggressori. Permette finalmente 
a tutti di riempirsi la bocca con un termine che non si vedeva l'ora di 
poter pronunciare: "VIOLENZA". Sono loro i violenti. E lo sono per tutti, 
ma proprio per tutti. E chi si è quasi sentito spodestato del ruolo di 
"facinoroso di turno", ha trovato un'ulteriore ragione contro di loro: sono 
solo infiltrati, sbirri o amici degli sbirri. E chiuso per tutti. Tutti 
soddisfatti, con le coscienze pulite.

E se non fossero arrivati i "black", sono certo che gli sbirri si sarebbero 
comunque facilmente infiltrati, magari con una tuta bianca addosso. Del 
resto non mi risulta che sia la prima volta che gli sbirri si infiltrano, 
fomentano i disordini più "mediatici". L'hanno sempre fatto e di certo non 
avevano bisogno del "black bloc".

Eppure li ho visti bene i "black bloc". Ne ho visto uno di loro. E' partito 
con un tubo da ponteggio di un metro e mezzo. Ha distrutto una telecamera 
posta su una banca. Dal piano di sopra una anziana donna gli ha scagliato 
contro un vaso di gerani (badando bene a scegliere quello con i fiori più 
secchi). Domando: chi è stato il violento?

Chi ha distrutto un oggetto o chi ha attentato alla persona? Ho visto le 
loro tecniche di guerriglia. Ho letto il loro proclama. Ho apprezzato il 
loro "nuovo metodo di utilizzo dell'arredo urbano". L'ho apprezzato quando 
è stato efficace per rallentare le cariche, per il tempo sufficiente a 
metterci in salvo. Si imparano velocemente le loro tecniche. Li ho aiutati 
a spostare altri cassonetti, quelli più pesanti. Ho visto l'aggregazione 
che riescono a creare attorno a loro, nel difendersi dalle cariche. Ho 
visto ciò che fanno e non mi sento di definirlo violento. Non è violenza 
incendiare una banca. E' violenza pestare a sangue. Non è violenza 
distruggere un distributore. E' violenza sparare lacrimogeni ad altezza uomo.

Ho visto i compagni del Carlini, dove ho soggiornato per giorni, prepararsi 
ai disordini con protezioni personali e di gruppo. Ho visto ridicole 
simulazioni di scontri protrarsi per ore. Ne ho visto l'inutilità di fronte 
al diluvio di lacrimogeni. L'impotenza degli scudi e della nostra 
moltitudine, di fronte alle armi di stato. E alle prime cariche, si vedeva 
più bianco che nero. I caroselli tra le vie attorno a piazza Alimonda. I 
cellulari scagliati contro la folla. Non erano i "black": era il terrore di 
stato, che è cresciuto in quei momenti e si è compiuto.

Ho visto e sentito i cori di gioia alla falsa, ovviamente falsa, notizia 
del blocco del G8. Ne ho sofferto. Cantare due ore dopo ciò che è stato. 
Creduloni e poco riflessivi i "compagni". Silenziosi e addolorati loro, i 
terribili neri. Ho visto i "compagni" dei sindacati di base mantenere i 
loro ridicoli e gerarchizzati servizi d'ordine, altro inutile baluardo di 
resistenza di fronte ai lanci fitti di lacrimogeni.

Ho visto altri compagni, tra quelli che parlano di nonviolenza, attaccare 
fisicamente chi stava distruggendo oggetti. Domando ancora: chi è stato il 
violento? Chi ha distrutto un oggetto o chi ha attentato alla persona?

Ho visto la tattica della polizia. Spingere i "black" fino a ridosso dei 
cortei, in modo da poter dare una lezione a tutti. Li hanno lasciati fare, 
è vero. Li hanno utilizzati come arma. In quei casi vi era inolte la 
maggiore presenza di presumibili infiltrati. Altri neri, forse con il 
marchio "original", seguivano. Non tutti capivano. Ma forse chi di loro 
capiva, si rendeva conto che la rivoluzione passa anche di lì.

Ho visto i socialisti rivoluzionari sfilare, dimenticandosi sia del 
socialismo, sia della rivoluzione. Ciarlare con inutili e noiosi volantini 
sui muri per poi indignarsi di fronte a chi forse gettava il germe per la 
rivoluzione tanto osannata. Ho sentito i cori comunisti, ormai noiosi. Ho 
sentito i comunisti condannare chi forse stava gettando le basi per un 
disordine, fermento di un qualcosa. Un disordine che gli stessi comunisti 
in salotto proclamano e in piazza accusano. Voci indignate definire 
violento tutto ciò che di violento non aveva nulla.

Ho sentito i portavoce del movimento accusare in primis gli anarchici e in 
secondo luogo il comportamento delle forze dell'ordine. Portavoce in 
pompamagna da neo-leader interpretare alla perfezione ciò che la stampa e 
il regime voleva che passasse in prima serata, per rinfrancare tutti, dalla 
casalinga al docente universitario.

Eppure di bastonate ne hanno prese pure i "black". E quante! E non mi 
sembravano finte. Ho visto le loro ragazze piangere. Li ho aiutati con 
acqua, limoni. Ho condiviso con loro qualche attimo di respiro. La rara 
opportunità di stare seduti per qualche secondo. E magari mangiare 
qualcosa. E non dietro le file di "caschi blu", ma davanti, pronti a 
fuggire o a ribellarsi nuovamente contro qualche altro simboo di ciò in cui 
non credono e che vogliono mettere in crisi.

Probabilmente sono gli unici vincitori di questa inutile tragedia durata 
tre giorni. Gli unici che hanno avuto successo nei loro intenti. Gli unici 
che hanno riempito giornali e TV, più degli otto messi insieme. Più di 
qualunque altro movimento all'interno del GSF. Che invidia per le tute 
bianche! Per noi il problema è comunque risolto. Loro sono i violenti. E' 
stata tuttta e solo colpa loro. Se potessimo vedere bene la mano che sporge 
da quella maledetta cammionetta, tra qualche giorno probabilmente ci 
troveremo tatuata una "A" cerchiata.

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