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From: tactical
Date: Sun, 5 Aug 2001 14:24:04 +0200
Subject: [tacticalmedialist] NASCE IL "GENOA LEGA
 





RESOCONTO STAMPA

VIOLENZE DI POLIZIA, LA PAROLA ALL ACCUSA:

ANNUNCIATA OGGI A ROMA LA NASCITA DEL "GENOA LEGAL FORUM"

Nasce il "Genoa Legal Forum". Anzi, è già nato nell impegno di decine di 
giovani avvocati nei giorni dell ira e della vergogna a Genova, quando 
quattro di loro finirono in ospedale, duramente percossi dalla polizia 
nonostante la pettorina "Lawyer" o forse per sua causa.

Oggi la struttura legale, decisa nell ultima riunione del GSF, è stata 
battezzata in un affollata conferenza stampa a Roma nello studio delle 
avvocate Simonetta Crisci e Maria D Addabbo.

La sede è naturalmente a Genova, attiva anche in agosto per raccogliere, 
verificare e smistare denunce e testimonianze, presso la Lega Ambiente (tel 
010.3109608-319168, E-mail lexglf@libero.it, mentre il GSF ha sede presso l 
Ics genovese, tel 010.2468099-2771188). Gli avvocati genovesi si sono 
divisi per filoni d indagine e denuncia: Raffaele Caruso per l irruzione 
nelle scuole Pertini e Diaz, Lavinia Botto e Patrizia Maltagliati per le 
violenze durante i cortei, la stessa Botto e Patrizia Maltagliati per le 
torture agli arrestati a Bolzaneto e nelle altre caserme, Alessandra 
Ballerini e Marco Vano per l espulsione degli arrestati stranieri, Laura 
Tartarini e Andrea Sandra per la tutela delle persone arrestate 
successivamente ai cortei.

Su questi ultimi 51 detenuti l avvocato pisano Ezio Menzione ha lanciato un 
appello: non è detto che siano scarcerati come gli altri 230, potrebbero 
anzi "marcire in galera" come gli arrestati a Goteborg, in base al teorema 
per cui sarebbero loro i "cattivi". Anche per questo avvocati di altre 
città affiancheranno i colleghi genovesi quando, il 13 agosto, si discuterà 
in appello la scarcerazione o no dei 25 teatranti del gruppo "No Borders No 
Nations", i cui attrezzi da saltimbanchi (le clavette da far frullare in 
aria, ad esempio), verificati all arrivo nella perquisizione del vicecapo 
della Digos genovese Perugini, sono poi diventati "armi improprie" all atto 
della partenza da Genova. Menzione ha chiesto che si estenda la solidarietà 
di artisti, registi e gente di spettacolo.

Per loro e per gli altri detenuti, come per i 230 indagati ormai a piede 
libero (di cui metà scarcerati senza neppure interrogarli, tanto era 
evidente la strumentalità e casualità degli addebiti), le imputazioni sono 
violenza, resistenza e devastazione, con l aggravante del reato associativo 
per puntellare accuse che non stanno in piedi, e con clamorose assurdità 
(un ragazzo accusato di tentato omicidio perché, stando in piedi nella 
strada, rischiava di intralciare la corsa di una moto della polizia!). La 
richiesta è dunque la liberazione di tutti gli arrestati.

Ma l attività prevalente del Legal Forum sarà ribaltare le accuse di 
violenze sulle forze di polizia. Già oggi quasi tutti gli indagati, all 
atto della scarcerazione, hanno verbalizzato le violenze cui sono stati 
sottoposti non solo nella caserma-lager di Bolzaneto, ma anche nel Comando 
dei Cc di S. Giuliano e poi nei cellulari e all ingresso in carcere: già 
queste deposizioni possono sostanziare le sei istruttorie avviate a Genova.

In particolare Maria D Addabbo ha denunciato che tutte le donne arrestate 
hanno subito pesanti molestie sessuali (i manganelli strusciati sul corpo, 
gli insulti e le minacce di stupro, la cartaccia sporca offerta alle donne 
che avevano le mestruazioni, i pestaggi nelle parti del corpo più 
sensibili&). Questi atti, sanzionati in Italia dall art. 609 Cp (che 
considera molestia anche l insulto e la pressione psicologica a sfondo 
sessuale), in altri paesi non sono classificati "molestie" ma "violenza 
sessuale" in piena regola: sarà interessante vedere quale legislazione si 
considererà applicabile, a fronte delle denunce che si stanno moltiplicando 
dall estero. Al momento sono già cinque le denunce depositate per molestie 
sessuali a Bolzaneto, alle quali vanno aggiunte le notizie analoghe 
provenienti dal carcere di Voghera.

Le responsabilità delle forze di polizia ha detto l avvocata Simonetta 
Crisci sono quelle dirette, "sovraordinate" (a carico cioè di chi ha 
disposto le violenze e gli abusi) e omissive, con particolare riferimento 
all art.40 Cp che sanziona i funzionari e dirigenti che non si oppongano 
alla commissione di un illecito da parte dei loro sottoposti.

E importante che le denunce, già consegnate a decine ai giudici genovesi, 
si moltiplichino superando "il terrore che fa sì che molti si rifugino nell 
aninimato o diano appuntamento agli avvocati in luighi segreti: non siamo 
in Cile, e sono utilissime tutte le testimonianze anche quando non si 
possano riconoscere personalmente i responsabili", ha detto l avvocato 
romano David Terracina, che con Alessandra Ballerini di Genova sta 
preparando un dossier richiesto dal Segretariato di Amnesty International.

Per raccogliere e confrontare denunce e testimonianze, e indirizzarle alla 
magistratura genovese (ma anche alla commissione parlamentare d inchiesta) 
in tempo utile per prevenire la possibile archiviazione da parte del 
Procuratore capo di Genova, il Legal Forum ha attivato riferimenti in 
numerose città. A Roma oltre allo studio Crisci-D Addabbo, che coordina il 
lavoro nella capitale, sono attivi gli studi legali Terracina, Sodano, 
Lucentini, Salerni e Romeo. A Milano i riferimenti sono, oltre a Giuliano 
Pisapia che fa da consulente nazionale, glki avvocati Piscopo e Vanni. A 
Bologna ci si può riferire agli avvocati Bruno, Gamberini e Prosperi, a 
Torino a Massimo Pastore e Roberto La Macchia, a Napoli a Liana Nesta e 
Angiolo Cutolo, a Firenze a Eriberto Rosso e Pier Matteo Lucibello, a 
Modena a Fausto Gianelli, a Pisa a Ezio Menzione, in Sicilia a Fulvio 
Vassallo. Per le spese legali è stato attivato anche un conto bancario, il 
n. 6135980 della Cassa di Risparmio di Genova intestato a don Antonio Belletto.

Oltre al coordinamento delle denunce, l attenzione del Legal Forum si 
appunterà in particolare su qlcune questioni.

La prima è la sospensione delle garanzie costituzionali operata dalla 
Procura di Genova con il divieto agli avvocati di incontrare i propri 
assistiti "non per poche ore, come afferma il Procuratore capo, ma per 
24-30 ore", ha detto l avvocato genovese Piero Augustoni: "La motivazione 
era logistica, ovvero non c erano stanze per i colloqui a Bolzaneto e San 
Giuliano: ma le stanze per la tortura, quelle certo che c erano! Se ci 
avessero lasciati entrare, non sarebbe successo ciò che è successo". Il 
Legal Forum chiederà di intervenire nell indagine avviata dal Csm contro il 
Procuratore capo di Genova, senza escludere la richiesta alla magistratura 
torinese di indagare penalmente sui colleghi genovesi.

La seconda violazione palese di ogni garanzia consiste nella distruzione 
dei cinque computer di Indymedia e dei due computer usati dal Servizio 
legale del GSF nella scuola Diaz, con il furto degli hard-disk e di 
centinaia di foto che documentavano le responsabilità delle forze di 
polizia. Uno dei giovani massacrati nella scuola Pertini, poi operato in 
ospedale, aveva con sé le foto dell assassinio di Carlo Giuliani, 
sequestrate come i 19 rullini di un fotografo al quale la polizia ha rotto 
un piede a calci e bastonate. Di questo, ha detto l avvocato Menzione, 
saranno chiamati a rispondere i responsabili politici, ben oltre il Capo 
della polizia De Gennaro. Del resto la perquisizione nelle due scuole 
avvenne senza alcun mandato: il sostituto di turno, chiamato al telefono, 
non venne a verificare ciò che accadeva, e agli avvocati che protestavano 
capitò (come a Maria D Addabbo) di essere trascinati via per i capelli. Era 
chiaro che uno degli obiettivi era far sparire le prove delle 
responsabilità di agenti e funzionari: lo stesso è poi avvenuto "a valle" 
dell irruzione, con il lavaggio delle macchie di sangue dalle pareti per 
prevenire "indidenti probatori" e con la difficoltà di molte vittime, fra 
cui la ragazza la cui maschera di sangue è nel sito di Indymedia, di 
ottenere i referti medici.

La terza questione, sulla quale si registrano già le proteste di numerosi 
consolati (anche per la violazione della Convenzione internazionale del 
1963 sulle prerogative consolari) è l espulsione degli arrestati stranieri 
all atto della scarcerazione, senza farli parlare con gli avvocati e quindi 
senza possibilità di opposizione o di ricorso, applicando a molti cittadini 
europei le procedure sommarie previste per gli extracomunitari. Anche su 
questo stanno pervenendo dall estero le prime denunce, che si 
affiancheranno a uno specifico esposto delle associazioni antirazziste in 
Italia.

Infine Fabio Marcelli, membro dell Associazione internazionale Giuristi 
democratici, ha annunciato per l inizio di ottobre la convocazione a Genova 
della prima sessione di un Tribunale internazionale sui fatti di Genova, 
che concluderà poi i suoi lavori a Ginevra e nel quale saranno chiamati a 
collaborare premi Nobel e personalità indipendenti. L iniziativa, proposta 
da un gruppo di avvocati tedeschi, potrà essere anche l occasione per 
pubblicizzare il Libro bianco sulle violenze di polizia che è già in fase 
di avanzata preparazione a Genova. Nel frattempo, oltre ad Amnesty 
International, gli avvocati genovesi stanno lavorando per attivare la 
Commissione per la prevenzione della tortura del Consiglio d Europa e l 
Alto Commissariato per i diritti umani dell Onu di Ginevra, oltre alla 
Corte europea per i diritti umani di Strasburgo (attivabile a processi 
"nazionali" conclusi, ma già fin d ora per quegli abusi che non siano 
procedibili per la legislazione italiana). Per questo lavoro, che farà capo 
allo studio dell avvocato bolognese Gamberini, si è offerto di collaborare 
anche Antonio Cassese, già giudice italiano nel Tribunale internazionale 
dell Aja.

In generale, la ricostruzione dei fatti dimostra la preordinazione degli 
abusi e delle violenze. Se sarà difficile risalire ai responsabili diretti 
(che picchiavano per lo più a volto coperto, e tenendo le vittime faccia al 
muro o a testa bassa per non essere visti), per alcuni si è già potuto 
risalire al nome attraverso la firma dei verbali di arresto. Le denunce e 
le testimonianze, già oggi molte decine, devono diventare centinaia in 
agosto e nelle prime settimane di settembre, quando perverranno anche molte 
denunce attese dall estero. Ma a parte le responsabilità personali, quelle 
politiche hanno concluso i legali del Legal Forum sono già evidenti, non 
sono limitate all apparato di Ps e non si fermano al livello dei funzionari 
rimossi in questi giorni.

(Resoconto a cura di Dino Frisullo Roma, 4.8.01)




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