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From: meletta
Date: Sun, 19 Aug 2001 11:45:15 +0200
Subject: [tacticalmedialist] i normalizzatori del
 



--- In no-ogm-ra@yahoogroups.com, "grilloparlante" <cirillogrillo@libero.it>
wrote:

IL CAMPEGGIO A SANT'ANGELO UN TENTATIVO DI NORMALIZZARE IL MOVIMENTO CHE 
NON HA NIENTE A CHE VEDERE CON LA CULTURA RIBELLE E ANTIISTITUZIONALE DI 
CHI LOTTA NEL SUD

Penso che qualche parola riguardo al campeggio organizzato al sud si debba 
spendere, specie da parte di chi per circa sei mesi ha lavorato alla 
proposta della Rete del Sud Ribelle. Tale proposta partiva da un 
ragionamento collettivo , fatto da una serie di compagni e compagne di 
diverse realtà del sud, tendente a dare, specie dopo l'esperienza contro il 
Global Forum a Napoli, un anima ad un corpo. Un corpo fatto da tante realtà 
territoriali, operanti in vari settori. Da quello ambientalista contro gli 
inceneritori ed il nucleare, a quello sociale fra i disoccupati, alle 
realtà operaie anche se piccole di Taranto e della Sicilia. All'interno di 
questa rete si sono intersecate una serie di realtà organizzate che vanno 
dai Cobas ai Giovani Comunisti. Un esperienza positiva che ha dato subito 
il lancio di una serie di iniziative e creato grande entusiasmo fra i più 
giovani in special modo che hanno visto nelle varie soggettività punti di 
riferimenti colletivi . Nessun protagonismo, nessun riferimento 
istituzionale, nessun leader. Le lotte sul territorio come unico punti di 
riferimento programmatico. Da qui l'assemblea di Cosenza di due giorni che 
ha visto per la prima volta diversi compagni e compagne giunti dalla 
Sicilia, dalla Basilicata , dalla Campania, dalla Puglia e naturalmente 
dalla Calabria. Da quella riunione subito è uscita una scadenza approvata 
da tutti. Una manifestazione a Policoro contro l'impianto di scorie 
nucleari dimenticato da tutti ma ben funzionante ed in procinto di essere 
rilanciato con nuovi finanziamenti e progetti. La manifestazione è riuscita 
con circa duecento compagni che hanno bloccato la statale 106 e operato un 
sit-in davanti il centro, con grosso risultato sui media ed il rilancio di 
nuove iniziative sul territorio. Dopo Policoro ancora una nuova assemblea 
meridionale a Taranto e l'adesione di tutti alla carovana che partita da 
Napoli con la presentazione del libro bianco sulle violenze poliziesche ha 
raggiunto la Sicilia passando per Taranto, Cosenza, Reggio Calabria. E 
ancora le occupazioni delle agenzie interinali a Napoli, Cosenza, Taranto. 
Dopo Genova, dove la rete meridionale, è stata presente con un proprio 
striscione nella manifestazione dei migranti portando delle valige di 
cartone come simbolo ed unità sui problemi dell'immigrazione appuntamento a 
settembre per ridiscutere dell'organizzazione accennata nell'ultima 
riunione a Napoli nel centro di formazione occupato dai disoccupati. A 
settembre si diceva per creare un coordinamento più stabile fra le regioni, 
attraverso un foglio stampato, un sito ed una mailing list subito fatta - 
http://digilander.iol.it/sudribelle - una nuova assemblea con nuove 
iniziative preparative delle nuove manifestazioni a Napoli contro la Nato e 
a Roma contro la Fao. Due argomenti abbastanza sentiti al sud dove 
l'occupazione della Nato di vari pezzi del territorio ha determinato nuove 
militarizzazioni, e la Fao viene vista come organizzazione di sperpero di 
danaro pubblico più che aiuto alle nazioni povere.

A Genova intanto la rete del sud ribelle nella manifestazione del venerdì 
non riesce a restare unita. Si spacca la Campania per prima. Officina e Ska 
in maggioranza decidono di andare al Carlini e di partecipare al corteo 
delle Tute bianche. Francesco Caruso ora compare a fianco di Casarini come 
se rappresentasse tutto il sud ribelle, che invece in gran parte decide di 
stare nel corteo con i Cobas a piazza de Novi condividendone tutto il 
percorso. Un volantino diffuso alla stampa dopo un assemblea notturna della 
Rete del Sud Ribelle , nel campeggio di re di Puglia, metteva in evidenza 
gli aspetti di quanto era successo durante la giornata di assalti 
polizieschi al diritto di manifestare, e chiedeva che ad aprire il corteo 
fosse uno striscione con scritto LO STATO ASSASSINO, mettendo anche in 
evidenza come quanto fosse successo a Genova era stato ampiamente 
sperimentato a Napoli dal governo di centrosinistra. In considerazione di 
ciò non sarebbe stata gradita la presenza di spezzoni organizzati dei Ds, 
così come era stata contestata la presenza dei verdi nel corteo dei 
migranti. Dopo tutto questo ecco le polemiche sulle violenze, i black bloc, 
le connivenze, le prese di distanza, i verdi che chiedono di mettere 
fuorilegge i nazisti ed i centri sociali legati al famigerato black bloc, 
ed ancora la ricerca a tutti i costi di istituzionalizzare il movimento. Lo 
stato, il governo, le forze politiche, cercano a tutti i costi dei leader 
con i quali interloquire. Casarini, Agnoletto, Don Gallo vanno bene per le 
realtà del nord. Ma per il sud c'è bisogno di qualcun altro. Ed ecco uscire 
dal cilindro istituzionale Don Vitaliano, il quale da subito, si fa 
interprete delle esigenze dei manifestanti buoni e delle forze dell'ordine, 
facendo capire che lui non può allontanarsi dal campeggio, come vorrebbe il 
vescovo,pena la possibilità che i violenti possano prendere il sopravvento, 
mancando lui come punto di riferimento. E quanto ha dichiarato in un 
intervista al NUOVO chiarisce meglio il suo pensiero.

Io penso che tutto questo non c'entri niente con la rete meridionale Sud 
Ribelle, che in ogni caso non ha minimamente discusso di partecipare a 
questo campeggio almeno nei termini del minimo di organizzazione che questa 
si era data nelle varie assemblee , peraltro deciso solo dalle Tute 
Bianche. Proprio per questo rigetterei questi tentativi di normalizzare un 
movimento che si sente di esprimersi liberamente senza cadere nella 
trappola che vorrebbe consegnare alla polizia i nomi dei violenti, o creare 
appositi servizi d'ordine che mettano alle porte coloro che vedono solo 
nello stato e nelle sue propaggini militari ed istituzionali i veri 
portatori della violenza. Rimanderei quindi tutto ad una discussione 
collettiva in un assemblea meridionale da indire per i primi di settembre, 
non partecipando ad un campeggio che ha il solo sapore di far vedere che 
all'interno del No Global c'è una parte positiva con la quale , con i buoni 
auspici dei diessini, dei verdi e del centrosinistra in genere, Iervolino ( 
per conto della nato) e Veltroni (per conto della Fao) in testa , si potrà 
interloquire tranquillamente così come si è fatto a Genova .

Francesco Cirillo
ambientalista della Rete meridionale del Sud Ribelle

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