--- In no-ogm-ra@yahoogroups.com, "grilloparlante" <cirillogrillo@libero.it>
wrote:
IL CAMPEGGIO A SANT'ANGELO UN TENTATIVO DI NORMALIZZARE IL MOVIMENTO CHE
NON HA NIENTE A CHE VEDERE CON LA CULTURA RIBELLE E ANTIISTITUZIONALE DI
CHI LOTTA NEL SUD
Penso che qualche parola riguardo al campeggio organizzato al sud si debba
spendere, specie da parte di chi per circa sei mesi ha lavorato alla
proposta della Rete del Sud Ribelle. Tale proposta partiva da un
ragionamento collettivo , fatto da una serie di compagni e compagne di
diverse realtà del sud, tendente a dare, specie dopo l'esperienza contro il
Global Forum a Napoli, un anima ad un corpo. Un corpo fatto da tante realtà
territoriali, operanti in vari settori. Da quello ambientalista contro gli
inceneritori ed il nucleare, a quello sociale fra i disoccupati, alle
realtà operaie anche se piccole di Taranto e della Sicilia. All'interno di
questa rete si sono intersecate una serie di realtà organizzate che vanno
dai Cobas ai Giovani Comunisti. Un esperienza positiva che ha dato subito
il lancio di una serie di iniziative e creato grande entusiasmo fra i più
giovani in special modo che hanno visto nelle varie soggettività punti di
riferimenti colletivi . Nessun protagonismo, nessun riferimento
istituzionale, nessun leader. Le lotte sul territorio come unico punti di
riferimento programmatico. Da qui l'assemblea di Cosenza di due giorni che
ha visto per la prima volta diversi compagni e compagne giunti dalla
Sicilia, dalla Basilicata , dalla Campania, dalla Puglia e naturalmente
dalla Calabria. Da quella riunione subito è uscita una scadenza approvata
da tutti. Una manifestazione a Policoro contro l'impianto di scorie
nucleari dimenticato da tutti ma ben funzionante ed in procinto di essere
rilanciato con nuovi finanziamenti e progetti. La manifestazione è riuscita
con circa duecento compagni che hanno bloccato la statale 106 e operato un
sit-in davanti il centro, con grosso risultato sui media ed il rilancio di
nuove iniziative sul territorio. Dopo Policoro ancora una nuova assemblea
meridionale a Taranto e l'adesione di tutti alla carovana che partita da
Napoli con la presentazione del libro bianco sulle violenze poliziesche ha
raggiunto la Sicilia passando per Taranto, Cosenza, Reggio Calabria. E
ancora le occupazioni delle agenzie interinali a Napoli, Cosenza, Taranto.
Dopo Genova, dove la rete meridionale, è stata presente con un proprio
striscione nella manifestazione dei migranti portando delle valige di
cartone come simbolo ed unità sui problemi dell'immigrazione appuntamento a
settembre per ridiscutere dell'organizzazione accennata nell'ultima
riunione a Napoli nel centro di formazione occupato dai disoccupati. A
settembre si diceva per creare un coordinamento più stabile fra le regioni,
attraverso un foglio stampato, un sito ed una mailing list subito fatta -
http://digilander.iol.it/sudribelle - una nuova assemblea con nuove
iniziative preparative delle nuove manifestazioni a Napoli contro la Nato e
a Roma contro la Fao. Due argomenti abbastanza sentiti al sud dove
l'occupazione della Nato di vari pezzi del territorio ha determinato nuove
militarizzazioni, e la Fao viene vista come organizzazione di sperpero di
danaro pubblico più che aiuto alle nazioni povere.
A Genova intanto la rete del sud ribelle nella manifestazione del venerdì
non riesce a restare unita. Si spacca la Campania per prima. Officina e Ska
in maggioranza decidono di andare al Carlini e di partecipare al corteo
delle Tute bianche. Francesco Caruso ora compare a fianco di Casarini come
se rappresentasse tutto il sud ribelle, che invece in gran parte decide di
stare nel corteo con i Cobas a piazza de Novi condividendone tutto il
percorso. Un volantino diffuso alla stampa dopo un assemblea notturna della
Rete del Sud Ribelle , nel campeggio di re di Puglia, metteva in evidenza
gli aspetti di quanto era successo durante la giornata di assalti
polizieschi al diritto di manifestare, e chiedeva che ad aprire il corteo
fosse uno striscione con scritto LO STATO ASSASSINO, mettendo anche in
evidenza come quanto fosse successo a Genova era stato ampiamente
sperimentato a Napoli dal governo di centrosinistra. In considerazione di
ciò non sarebbe stata gradita la presenza di spezzoni organizzati dei Ds,
così come era stata contestata la presenza dei verdi nel corteo dei
migranti. Dopo tutto questo ecco le polemiche sulle violenze, i black bloc,
le connivenze, le prese di distanza, i verdi che chiedono di mettere
fuorilegge i nazisti ed i centri sociali legati al famigerato black bloc,
ed ancora la ricerca a tutti i costi di istituzionalizzare il movimento. Lo
stato, il governo, le forze politiche, cercano a tutti i costi dei leader
con i quali interloquire. Casarini, Agnoletto, Don Gallo vanno bene per le
realtà del nord. Ma per il sud c'è bisogno di qualcun altro. Ed ecco uscire
dal cilindro istituzionale Don Vitaliano, il quale da subito, si fa
interprete delle esigenze dei manifestanti buoni e delle forze dell'ordine,
facendo capire che lui non può allontanarsi dal campeggio, come vorrebbe il
vescovo,pena la possibilità che i violenti possano prendere il sopravvento,
mancando lui come punto di riferimento. E quanto ha dichiarato in un
intervista al NUOVO chiarisce meglio il suo pensiero.
Io penso che tutto questo non c'entri niente con la rete meridionale Sud
Ribelle, che in ogni caso non ha minimamente discusso di partecipare a
questo campeggio almeno nei termini del minimo di organizzazione che questa
si era data nelle varie assemblee , peraltro deciso solo dalle Tute
Bianche. Proprio per questo rigetterei questi tentativi di normalizzare un
movimento che si sente di esprimersi liberamente senza cadere nella
trappola che vorrebbe consegnare alla polizia i nomi dei violenti, o creare
appositi servizi d'ordine che mettano alle porte coloro che vedono solo
nello stato e nelle sue propaggini militari ed istituzionali i veri
portatori della violenza. Rimanderei quindi tutto ad una discussione
collettiva in un assemblea meridionale da indire per i primi di settembre,
non partecipando ad un campeggio che ha il solo sapore di far vedere che
all'interno del No Global c'è una parte positiva con la quale , con i buoni
auspici dei diessini, dei verdi e del centrosinistra in genere, Iervolino (
per conto della nato) e Veltroni (per conto della Fao) in testa , si potrà
interloquire tranquillamente così come si è fatto a Genova .
Francesco Cirillo
ambientalista della Rete meridionale del Sud Ribelle
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