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From: Zorry Kid
Date: Sun, 13 Jan 2002 17:48:31 +0100
Subject: [tacticalmedialist]Per Horst - Da Patriz
 


Testo letto da Pralina al funerale di Horst.
29/12/2001

Per Horst.

Queste sono poche righe davanti alla vita straordinaria di un uomo che non 
si è mai risparmiato, che non ha mai fatto calcoli, che non ha mai avuto 
paura davanti agli sbirri neanche quando gli sparavano addosso per 
ucciderlo, e non riuscendovi cercavano di seppellirlo in carcere, di 
disgregare i suoi affetti e la sua vita con mille ricatti e mille metodi 
coercitivi, ricatti affettivi squallidi...Horst non si è mai piegato davanti 
al potere, ha soltanto mostrato il suo lato tenero, il suo lato di bambino 
indifeso che urlava "IL RE E' NUDO!!" e per questo suo lato l'ho amato 
disperatamente e noi tutti gli abbiamo voluto bene. Pur conoscendo la sua 
vita e la sua storia e non essendo sempre d'accordo con le sue scelte. Negli 
ultimi tempi, Horst aveva una voglia incredibile di avere una vita 
"normale", la vita "normale" non è quella vita insulsa vuota da ogni 
tensione esistenziale, ma una vita che rendesse giustizia anche al bambino 
che era in lui, anche all'artista che era in lui, che usciva dopo 40 anni di 
carcere, e anche a me, che avevo subito tante pesanti umiliazioni ma non per 
questo piegata o doma, e che per questo potevo comprendere più di tutti la 
condizione di disgregazione familiare e di carcerazione umana che va ben al 
di là dell'istituzione carcere.
Questi 5 anni per noi sono stati certamente difficili, ma belli, pieni di 
tensioni; il rapporto con Horst era di assoluta sincerità, come diceva lui 
"tu sei la persona più pulita che io abbia mai conosciuto ed io ti voglio 
bene come un padre, perché per me sei proprio come una bimba"; il rapporto 
con Horst era di grandissima sensualità, di erotismo, di gioco, di pazzia, 
di progetti da realizzare, di amicizie da vivere, noi avevamo una bellissima 
casa immersa nel verde e ultimamente anche un cane, ma nessun lusso né agio, 
la nostra bella casa costruita per lui da Libero che lui chiamava "il nostro 
nido" aveva problemi urgenti e costanti di essere sistemata e questo lo 
sanno solo quelli che ci frequentavano, quei pochi che ci davano una mano 
per renderla vivibile. Per la mancanza di soldi i lavori procedevano a 
rilento e alcune volte "riciclavamo" i mobili dall'immondizia, ma noi 
eravamo felici. Eppure, con mille problemi, qualche piccolo lusso ce lo 
concedevamo senza chiedere niente a nessuno. Niente di più e niente di meno 
di qualche pranzo o qualche cena, Horst era stanco di mangiare la sbobba 
schifosa del carcere...
Siamo stati dignitosi in tutto, e ci siamo voluti un bene immenso, un bene 
vero, che non si può neanche quantificare. Questo era sicuramente il nostro 
momento più difficile: Horst usciva dal carcere alle 6 del mattino per 
andare a lavorare con il buio e con il freddo; lavorava in magazzino con la 
giacca addosso per ripararsi dal freddo, aveva dei problemi di salute 
abbastanza seri che non aveva raccontato con nessuno (poiché quando un 
semilibero sta male... deve tornare in carcere), tornava a casa per 
trascorrervi appena tre ore, tornava in carcere rigorosamente per le 10 di 
sera con qualsiasi tempo, dormiva appena due o tre ore per notte, perché 
nelle sezioni semiliberi ci sono molti problemi. Era molto stanco, sofferto, 
dimagrito, e soprattutto dormiva pochissimo.
Eppure, anche in questa condizione (che alla maggior parte dei compagni era 
oscura), c'era un po' di spazio per noi. Allora le piccole cose quotidiane, 
preparargli un caffè, cuocergli un piatto di tagliatelle con il ragù fatto 
in casa, acquistavano il significato di casa vera, di vera famiglia.
Gli dicevo, ora che abbiamo lottato tanto per farti avere la semilibertà e 
che stiamo aspettando la grazia, se tu facessi qualche altra stupidaggine 
non solo butteresti nella merda le poche persone che hanno creduto in te, ma 
rovineresti tutto.
Ma evidentemente la tensione per la libertà in lui era troppo forte, e un 
giorno senza farmene partecipe mi ha messo davanti al fatto compiuto. La 
telefonata del suo avvocato, una bastonata sul collo mentre tornavo in treno 
a casa con un assegno in tasca. Avevo appena venduto due ritratti, ero 
felice perché lui mi spronava a disegnare, ma anche perché dietro quella 
commissione c'erano speranze concrete per entrambi...
Io non giudico lui e il suo gesto fragile e in fondo ridicolo ma questo 
sistema di merda che non ha saputo offrirgli altro che un duro lavoro in 
magazzino alla sua età (62) e ancora tanti anni di carcere davanti.
Il dolore che sto provando, davanti a una fine così ingiusta, così assurda, 
ma così "normale": dato che in carcere ci vanno soltanto i poveracci...non 
potete neanche immaginarla.
Restano piccole e grandi umiliazioni, mai perdonate e mai dimenticate, che 
un giorno renderò veramente pubbliche.
Horst, il mio dolce e buffo Horst, è volato via per sempre e non tornerà mai 
più in nessun carcere. Ti porterò per sempre nel mio cuore e onorerò per 
sempre la tua memoria, il tuo coraggio, le cose che hai scritto, quelle che 
hai detto, la voglia che io diventi una grande artista. E insieme la memoria 
di mamma Bertha, di Maria, di Libero, con amore. Grazie Anna 1 e 2, grazie 
Loris, grazie Luigi, ti voglio bene Jacopo. Grazie avvocati che avete 
creduto in noi e che ci siete stati amici. Grazie a tutti gli amici e amiche 
che ci sono stati vicini. Carlo libero. Viva l'Anarchia!!
CIAO TOPOLINO!! La tua Pralina Fantazzini


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