Devastazioni della scorsa notte 10 gennaio a Buenos Aires. La festa
continua.
Ieri scrivevamo a latere della traduzione del documento del gruppo
Libertad, che durante il pomeriggio si era radunata gente in corteo
da plaza de Mayo fino al tribunale, per accerchiarlo.
In serata la gente ha ricominciato a scendere in piazza, in quasi
tutta la capitale e nella provincia di Buenos Aires.
Verso le 10 e 30 o giù di li in ogni incrocio veniva radunandosi
gente facendo “cacerolazo” con le pentole e con qualsiasi altra cosa
facesse quanto più rumore possibile. In breve un flusso continuo di
persone inizia a percorrere le grandi Avenidas verso il centro. Verso
plaza de Mayo, di nuovo a chiedere la testa di un altro presidente
fin sotto il portone della bella dimora dove vive. Questa volta
l’impreparazione della polizia era evidente. Non c’erano le solite
barriere di protezione che isolano la casa rosada per una buona
cinquantina di metri... la gente era di nuovo fin quasi sotto il
portone, facendo un rumore incredibile, festeggiando se stessa,
emozionata e stupefatta di se stessa. Si festeggiava la felicità.
IL RE ERA DI NUOVO NUDO. Nudo come un verme.
Ma duhalde dopo un paio d’ore evidentemente era stanco di tanto
baccano e ha lanciato i suoi sgherri a far pulizia della piazza.
All’improvviso, lacrimogeni, spari e cariche. La gente si disperde
nelle tre vie che si dirigono verso la 9 de julio. Inizia la festa.
All’inizio più timidamente, poi sempre crescendo la gente inizia a
far un po di merda delle banche, dei mc donald’s e degli uffici
istituzionali che si trovavano sulla strada. Qualcuno pensa bene di
salire sul campanile della cattedrale e iniziare a scampanare per poi
dargli fuoco. Av. Callao si riempe dei manifestanti caricati in plaza
Congreso, all’altezza di Corrientes si riunisce una nuvola di
pischelli e incappucciati in mezzo a gente di mezzaetà che iniziano
ad attaccare sistematicamente tutto ciò che gli passa sotto mano.
Sempre selettivamente contro tutti i simboli del capitale ma non
lasciando nulla intatto tra banche mc’s e quant’altro entrando dentro
devastando e bruciando. Nel resto del centro intanto si saccheggiava
e si dava fuoco ma fino a zone più periferiche altra gente bruciava
auto faceva barricate e saccheggiava e continuavano i festeggiamenti.
Tutto intorno a congresso inizia la caccia degli sbirri fino a Av.
Cordoba verso Nord e per Av. Entre Rios verso sud.
In Avenida Cordoba arrivano cellulari con gli sportelli laterali
aperti e gli sbirri col fucile. Guidati dai fari degli elicotteri
inseguono i piccoli gruppi che si disperdono dopo le devastazioni.
Sparano tipo caccia alla coniglio alle spalle di gente che vola sui
propri piedi. Già sono le 5 del mattino e Buenos Aires brucia in ogni
incrocio mentre le pattuglie imperversano cercando vittime.
I media spariscono non esce nessuna immagine in tv se non un paio
d’ore più tardi. Nelle edicole già apparivano le prime pagine dei
quotidiani annunciando gli scontri, le detenzioni e y feriti, ma
radio e tv anche oggi hanno a malapena mandato qualche immagine delle
distruzioni insieme a interviste a sedicenti usuari arrabbiati per
aver trovato le banche fuori uso in tutto il centro.
Mentre ci si allontanava tutti si davano appuntamento al giorno
seguente, oggi “perchè dobbiamo tornare, domani, dopodomani ecc...”,
chissà che succederá.....
Non sappiamo notizie precise su quanti detenuti e quanti feriti ci
sono stati la notte scorsa.
Solo sappiamo di tre persone detenute mentre rubavano in un kiosco e
un’altra beccata in una banca.
Seguiremo informando.
Alcuni arrabbiati a Buenos Aires.
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