Tactical Media Crew

 
  Reply   |   Index by Thread   |   Index by Date

From: Tactical Media Crew
Date: Fri, 12 Apr 2002 16:54:03 +0200
Subject: [tacticalmedialist]L’incubo in Israele -
 


Counterpunch

8 marzo 2002

L’incubo in Israele

Alexander Cockburn

Cominciamo con Baruch Kimmering, sociologo alla Hebrew University. Ecco ciò 
che inviò il mese scorso al settimanale di Gerusalemme Kol Ha’Ir, che 
debitamente lo pubblicò.

“Accuso Ariel Sharon di creare un processo in cui egli non solo intensifica 
lo spargimento di sangue reciproco, ma può essere anche accusato di 
istigare una guerra regionale ed una pulizia etnica parziale o quasi totale 
degli Arabi nella “Terra di Israele”.

“Accuso ogni ministro del Labor Party in questo governo di cooperare nella 
realizzazione della “visione” fascista ed estremista di Israele sostenuta 
dalla destra”.

“Accuso la leadership palestinese, e principalmente Yasser Arafat, di una 
miopia così acuta da essere diventato un collaboratore di Sharon. Qualora 
esista una seconda Naqba (l’olocausto palestinese), anche questa leadership 
ne sarebbe tra le cause”.

“Accuso la leadership militare, spronata da quella nazionale, di incitare 
l’opinione pubblica, sotto il manto di un supposto professionalismo 
militare, contro i palestinesi. Mai prima d’ora avevano così tanti generali 
in uniforme, ex generali e ex membri dei servizi segreti, a volte 
mascherati da “accademici”, preso parte al lavaggio del cervello pubblico”.

“Accuso gli amministratori dei media elettronici israeliani di concedere ai 
vari portavoce militari l’accesso necessario perché si impadroniscano in 
maniera aggressiva, bellicosa e quasi completa del discorso pubblico”.

“Accuso ciascuno che vede e sa tutto ciò di non far nulla per prevenire la 
catastrofe insurgente. Sabra e Shatila non erano nulla in confronto a ciò 
che ci è accaduto e accadrà. Dobbiamo uscire e spingerci non solo nelle 
piazze, ma fino ai punti di controllo. Dobbiamo parlare ai soldati nei 
carri armati e alle truppe. Ed io accuso me stesso di sapere tutto ciò e 
limitarmi a strillare un po’ e poi restare quieto per il resto del tempo 
troppo spesso”.

Dalla stampa israeliana apprendiamo continuamente delle pressioni 
dell’opinione pubblica su Sharon e sul suo governo per andarci ancor più 
pesante con i Palestinesi. Abbiamo appena ascoltato Linda Grandstein 
dell’NPR che citava un “esperto” dopo l’altro a questo scopo. Ma se 
l’opinione pubblica qui è cruciale per far pressione sull’amministrazione 
USA perché prenda qualche misura di intervento costruttivo (invece che dar 
carta bianca a Sharon) allora dovremmo prestare maggiore attenzione 
all’opposizione appassionata a Sharon che proviene da gente come Kimmering.

Vi sono molti altri di cui non si legge. Prendiamo le persone 
straordinariamente coraggiose del movimento noto come Ta’ayush. Sul loro 
sito si vedranno anzitutto le parole “Alleanza Arabo-ebrea”, e poi la lista 
delle azioni in cui esse hanno affrontato le botte della polizia e 
dell’esercito, marciato verso villaggi palestinesi assediati dall’esercito 
o spesso rasi al suolo per stare fianco a fianco con le vittime.
Ecco ciò che il prof. Neve Gordon dell’Università di Ben-Gurion scrisse il 
6 marzo: “Per quanto concerne la situazione qui, si fa ogni giorno più 
insostenibile da quando cercammo di smantellare un blocco stradale l’altro 
giorno e fummo picchiati dalla polizia. Tre donne riportarono la frattura 
della mano, un altra del cranio. Fui picchiato mentre ero agli arresti con 
le mani legate dietro la schiena. Sharon ha bombardato Gaza stamattina”.

Vi sono moltissime persone in Israele che capiscono bene che la repressione 
non funzionerà. Alla fine dell’anno passato Ami Ayalon, ex capo di Shabak, 
servizi segreti israeliani, riferì a Le Monde: “diciamo che i palestinesi 
si comportano come ‘folli’, ma non è follia, piuttosto una disperazione 
senza fondo... Yasser Arafat non ha né organizzato né avviato l’Intifada. 
L’esplosione fu spontanea, contro Israele, quando tutte le speranze della 
fine dell’occupazione scomparvero, e contro l’autorità palestinese, la sua 
corruzione, la sua impotenza”.
“Sono a favore del ritiro incondizionato dai Territori – preferibilmente 
nel contesto di un accordo, ma non necessariamente: ciò che è necessario 
fare, urgentemente, è ritirarsi dai Territori – e ritirarsi davvero. Quando 
proclamassero un loro stato, Israele dovrebbe essere il primo a 
riconoscerlo e a proporre negoziati tra stato e stato, senza condizioni”.

Vi sono state altre dichiarazioni pubbliche da parte di altri membri dei 
servizi segreti israeliani che sostenevano che la strategia attuale di 
estrema repressione è destinata a fallire e che una qualche forma di ritiro 
progressivo è necessaria.
C’è niente che richiama la proposta saudita? Dopo tutto, il riconoscimento 
incondizionato di Israele da parte dei paesi arabi in cambio del ritiro 
incondizionato di Israele nei suoi confini pre-1967 è una loro proposta 
vecchia di oltre 30 anni.
Il giornalista israeliano Meron Benvenisti ha illustrato la corretta 
prospettiva nel suo articlo del 28 febbraio: nessuna illusione è più 
pericolosa che l’idea che si cerca di spacciare “il conflitto con i 
palestinesi come piccolo e secondario. Possiamo risolvere il conflitto con 
l’intero mondo arabo. Si è dimostrato molto tempo fa che non vi è soluzione 
al conflitto arabo-israeliano senza una soluzione al conflitto con i 
palestinesi – e questo è il senso dell’iniziativa saudita”.

L’amministrazione Bush, criminalmente negligente nella sua codardia di 
fronte all’impegno in questa crisi, fa sapere che la proposta saudita ha i 
suoi meriti, con la qual cosa dimostra di sapere bene qual è la procedura 
standard per queste proposte. Come ha sintetizzato Uri Avneri, capo del 
gruppo pacifista Gush Shalom, “In Israele ogni iniziativa internazionale 
ideata per mettere fine al conflitto passa attraverso tre fasi: (a) 
rifiuto, (b) travisamento, (c) liquidazione. Questo è il modo in cui il 
governo Sharon-Peres affronterà questa qui”.
La stampa in Israele è stata altrettanto criminalmente negligente 
dell’amministrazione Bush per decenni. Nessuna amministrazione USA si 
impegnerà mai positivamente senza una qualche pressione popolare ed il 
ruolo di gran parte della stampa è stato di prevenire tale pressione 
sopprimendo le voci d’opposizione.

Ecco una cosa che chiunque può fare. Proprio ora “Jewish Voices Against 
Occupation” [JVAO, Voci ebree contro l’occupazione] sta invocando 
l’evacuazione degli insediamenti, il ritorno ai confini pre-1967, la 
sospensione dell’aiuto militare USA fino alla fine dell’occupazione, 
l’insediamento di una forza internazionale per il mantenimento della pace.
Bluma Goldstein di JVAO mi dice che circa 450 persone hanno già firmato e 
si sono raccolti 30 mila USD contro i 37.750 necessari. Inviate contributi 
a JVAO, PO Box 11606, Berkeley, Ca 9471”. La loro email è jvao@jvao.org. 
Ricordate la frase di Kimmerling “e accuso me stesso di sapere tutto ciò e 
limitarmi a strillare un po’ e poi restare quieto per il resto del tempo 
troppo spesso”.


=========================================================
Una presentazione di ZNET e ZNET-IT:

Z Magazine è una rivista politica indipendente che
sviluppa un pensiero critico della vita politica,
culturale, sociale ed economica degli Stati Uniti. Al
centro di questo pensiero è la considerazione che le
dimensioni razziale, sessuale, politica e di
appartenenza di classe sono le chiavi per la
comprensione ed il miglioramento delle condizioni
della vita contemporanea. Z Magazine si propone
inoltre di contribuire concretamente agli sforzi degli
attivisti per un futuro migliore. Z Magazine non
accetta pubblicità a pagamento: il nostro prodotto è
la rivista e non lettori-merce-di-scambio con gli
inserzionisti.
http://www.zmag.org

ZNet-It è una iniziativa di un gruppo di attivisti
italiani per rendere disponibile ad un pubblico
più vasto i materiali giudicati più interessanti
presenti su ZNET.
ZNet-It è esclusivamente disponibile on-line e
fondata sul contributo volontario di traduzioni.
http://www.zmag.org/Italy


  ----------------------------------------------------------------

                 T a c t i c a l   M e d i a   C r e w
                       http://www.tmcrew.org
                    e-mail: tactical@tmcrew.org

  -------------------- keep.free.media.free -----------------------

    PGP key & e-privacy info: http://www.tmcrew.org/privacy
    Key fingerprint: F0DD F218 A698 267A  37D1 F3C9 3969 8FCD
  -----------------------------------------------------------------

__________________________________________________

TacticalMedia mailing list
Archivio TM List http://squat.net/tmc/maillist.html
TacticalMedia@squat.net
https://squat.net/mailman/listinfo/tacticalmedia
__________________________________________________


 

[Thread Prev] [Thread Next] Index [Date Prev] [Date Next] Index