Si dimette il governo olandese
16 aprile 2002
Motivo, le accuse per il massacro di Srebrenica
OLANDA (CNN) -- Il governo olandese si è dimesso dopo la pubblicazione di
uno studio che accusa l'esercito dei Paesi Bassi di aver avuto una parte di
reponsabilità nel massacro di Srebrenica del 1995, la più grave atrocità
commessa durante il conflitto nella ex Jugoslavia.
Le dimissioni della coalizione guidata dal primo ministro Wim Kok arrivano
una settimana dopo le accuse emerse dal rapporto dell'Istituto olandese per
la documentazione di guerra, e poche settimane prima delle elezioni
politiche in Olanda.
Nel luglio 1995 Srebrenica, in Bosnia, era un'enclave musulmana sotto
protezione Onu, ma i caschi blu olandesi incaricati di difenderla fallirono
nel loro compito. Lasciarono entrare le truppe serbe guidate dal generale
Ratko Mladic, che divisero gli uomini e i ragazzi dalle donne e li
portarono via. Quasi tutti, in gran parte musulmani, furono uccisi. Il
bilancio è di settemila morti: un massacro di una dimensione mai vista in
Europa dalla Seconda guerra mondiale.
Secondo il rapporto, le truppe olandesi non poterono agire per la mancanza
di un mandato chiaro da parte delle Nazioni Unite e del loro governo.
"Motivi umanitari e ambizioni politiche portarono gli olandesi a
intraprendere una missione di pace mal concepita e praticamente
impossibile", si legge nel rapporto.
Sempre secondo il rapporto, il governo ma anche il parlamento olandesi
mostrarono "un atteggiamento negativo" e di fatto controproducente rispetto
ai rapporti dell'intelligence sulla situazione a Srebrenica, e anzi
rifiutarono l'aiuto dei servizi segreti Usa.
Le critiche non risparmiano i vertici militari olandesi, che avrebbero
nascosto al governo informazioni sul massacro per proteggere la propria
immagine. Il maggiore sindacato delle forze armate sta pensando a una
denuncia penale contro i vertici militari sui fatti in questione.
Quanto al generale Mladic e a Radovan Karadzic, il leader politico dei
serbi di Bosnia durante la guerra, sono ricercati dal Tribunale
internazionale dell'Aia per genocidio proprio in rapporto ai fatti del
1995. Tuttavia il rapporto dell'istituto olandese non ha individuato alcun
collegamento con la strage né di Karadzic né dell'ex presidente jugoslavo
Slobodan Milosevic
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