[tml] Ancora repressione contro il coordinamento "Chiudere Morini"
Riceviamo ed inoltriamo:
Ancora repressione contro il coordinamento
I tentativi da parte delle varie forze repressive di fermare e ostacolare la
campagna per chiudere Morini sono stati molteplici. Adesso un ulteriore
tassello va ad aggiungersi a quel losco quadro che la Magistratura sta
cercando di costruire.
Due attivisti del Coordinamento Chiudere Morini hanno ricevuto da parte dei
carabinieri di Reggio Emilia una Ordinanza di applicazione di Misura
Cautelare. Respinte le richieste da parte del PM Padula degli arresti
domiciliari, il GipCristina Beretti ha invece trasformato l'ordinanza in un
divieto di dimora nel comune di San Polo D'Enza (RE). In pratica se i due
venissero individuati all'interno del comune di San Polo verrebbero
immediatamente posti agli arresti domiciliari, vietandogli dunque ogni
partecipazione alle proteste che si svolgono davanti all'allevamento.
Leggendo le fantasiose pagine scritte dal Gip per giustificare tale
intervento si scopre che a carico dei due ci sarebbero "gravi indizi di
colpevolezza" in merito alla liberazione dei beagle da Morini, all'incendio
dell'auto di Giovanna Soprani e a non precisate minacce che avrebbero
costretto la ditta Sedoc a tagliare i rapporti commerciali con Morini. Ma
visto che il lavoro di fantasia degli investigatori non porta alla fine
granché di tangibile come prova nei confronti dei due indagati, la
conclusione del Gip è che "questi elementi costituiscono gravi indizi in
ordine alla compartecipazione, quantomeno morale, del delitto contestato
perché gli indagati hanno certamente fornito un apporto di carattere
psichico". In parole povere si tratta di un processo alle idee. Quando la
Magistratura non ha elementi per incastrare qualcuno riesce a tirare fuori
dal suo cappello magico il fantomatico "concorso psichico", lo stesso
utilizzato per arrestare chi a Genova durante gli scontri
contro il G8 è stato filmato o fotografato in vicinanza di altri che
commettevano i reati imputati, giudicando la vicinanza o anche solo la
partecipazione alla stessa protesta un concorso nei gesti. Allo stesso modo
in questo caso si vogliono indicare come colpevoli coloro che non hanno
taciuto di fronte a gesti che, travalicando ogni dibattito, hanno portato
libertà e solidarietà agli animali prigionieri dentro il lager Morini.
Particolarmente interessante risulta vedere come dalle perquisizioni sia
spuntato fuori materiale giudicato utile alle indagini e molto compromettente
per gli indagati:
volantini distribuiti dal Coordinamento, file di pagine del sito
Chiuderemorini, immagini da utilizzare per la maglietta ed il poster di
Chiuderemorini, copie su file delle immagini dell'ALF dentro l'allevamento
ricevute e poste sul sito, copie dei filmati ricevuti con la rivendicazione,
fotografie dall'esterno dell'allevamento apparse anche sui bollettini di
associazioni nazionali e l'originale delle rivendicazioni ricevute per posta.
Questi, e niente altro, sono i gravi indizi di colpevolezza!
Per l'arguzia dei carabinieri e del Gip ricevere una rivendicazione equivale
all'averla scritta. Così come una videocassetta con copia dei filmati
ricevuti dall'Alf mesi prima (e che molti quindi avevano già in copia)
diventa l'originale da cui sono stati estrapolati quelli spediti. E nemmeno
sono riusciti a distinguere che tra le "immagini amatoriali in ore notturne"
dentro Morini trovate nelle case degli indagati ci sono quelle che i
carabinieri stessi hanno restituito a chiusura del processo a chi tentò di
liberare dei cani nel 1993
C'è però qualcosa tra le quasi divertenti righe di fantasia del Gip che
risulta inquietante e fa passare la voglia di ridere. Le date sui timbri
postali della seconda rivendicazione dell'Alf e su un pacchetto spedito in
seguito dal Coordinamento, contenente oltre a vari video animalisti anche
copia degli spezzoni e del cd-rom ricevuti in quella seconda rivendicazione,
non coincidono con la realtà dei fatti. In pratica secondo quanto asseriscono
nei loro fogli il pacchetto da noi spedito sarebbe partito quasi un mese
prima di quello inviato dall'ALF, cosa non rispondente alla realtà ed
impossibile. Quindi rimangono solamente alcune ipotesi, tra cui un errore di
timbratura da parte delle poste, un errore di interpretazione di timbri poco
leggibili, o una volontaria manipolazione di questi da parte degli
inquirenti. A tale quesito cercheremo di trovare presto risposta.
Di fronte all'ennesima volontà persecutoria nei nostri confronti non ci
faremo mettere a tacere, né fermeremo la nostra campagna contro l'allevamento
Morini e contro la vivisezione. Come già detto non saranno queste banalità a
fermare la rabbia di chi vede la vita quotidianamente devastata e sfruttata
in nome del profitto.
Per protestare contro questo castello accusatorio fantasioso e contro la
repressione che gli attivisti del Coordinamento stanno continuamente
ricevendo, con minacce, botte, denunce e inquisizioni da parte delle forze
dell'ordine, indiciamo un presidio a Reggio Emilia, di fronte alla Procura.
Appuntamento:
Lunedì 26 gennaio 2004
Ore 11.00
Via Manfredi Fanti 1 (vicino al Parco del Popolo),
Reggio Emilia
A seguire il presidio si sposterà, per chi non ne ha il divieto, davanti
all'allevamento Morini.
La solidarietà migliore in questo momento è solo e soltanto l'intensificarsi
della lotta, fino alla totale chiusura dell'allevamento!
Coordinamento Chiudere Morini
Ps: contro queste misure cautelari sarà fatto un ricorso. Chi volesse aiutare
nelle spese legali è pregato di contattarci.
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