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From:
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Tactical Media Crew
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Date: |
Thu, 19 Aug 2004 04:10:29 +0200 (CEST)
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Subject: |
[tml] Manifestazione a Ramallah [18.08.0
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[tml] Manifestazione a Ramallah [18.08.04]
Ramallah: giornata di solidarieta'
by IMC / Border=0
Cronaca delle manifestazioni a Ramallah nella giornata internazionale al
fianco del popolo palestinese.
Gerusalemme, 18 agosto 2004
Ci muoviamo verso le 12 da Gerusalemme per recarci a Ramallah dove oggi si
celebrano diverse manifestazioni. Nella strada vediamo blocchi e blocchi di
cemento distesi a terra pronti ad essere issati per formare il Muro
dell'Apartheid. Come quotidianamente fanno tutti i palestinesi, scendiamo
dal pullman che ci trasportava e attraversiamo il check point a piedi. Un
tunnel di filo spinato e soldati dell'IDF ci conduce a Ramallah, senza
comunque perquisirci.
E' la giornata nazionale in solidarieta' ai prigionieri palestinesi in
sciopero della fame e ce ne accorgiamo attraversando la caotica citta': in
varie parti notiamo assembramenti di palestinesi che gridano slogan e
alzano le foto dei parenti imprigionati. Raggiungiamo il campo di
solidarieta' dove alcune centinaia di persone terminano l'assemblea
iniziata la mattina. Le donne sono le piu' numerose ovviamente ed affollano
anche la stanza dove vengono proiettate immagini e allestite mostre sulle
torture e le violenze verso i prigionieri iracheni e rinchiusi a Guantanamo.
Notiamo che la denuncia delle condizioni di detenzione travalica i confini
palestinesi e unisce le varie appartenze politiche.
Poco distante, a Place Manara, sta per partire il corteo che chiude la
campagna Freedom Summer For Palestine dell'International Solidarity
Movement (partita 56 giorni fa da Jenin costeggiando con azioni e
manifestazioni il Muro dell'Apartheid).
Il gruppo e' composto da un centinaio di internazionali e da qualche
palestinese e si muove verso il Check Point di Kalandia per forzarlo.
Questo e' un check point nevralgico che collega due citta' vitali come
Gerusalemme e Ramallah. Qualche giorno fa un giovane ragazzo si e' fatto
esplodere qui, provocando il ferimento di 6 soldati israeliani e la morte
di due palestinesi. Inoltre non e' mai stato varcato neanche simbolicamente
da un corteo, essendo uno dei punti piu' rigidi e controllati dagli
israeliani.
Il gruppo si avvicina alla meta crescendo considerevolmente di metro in
metro. Nell'ultimo tratto siamo quasi un migliaio. Le mani sono alzate e
gli slogan continui, gli striscioni in prima fila. Al primo lancio di
pietre i soldati, armati fino ai denti, si schierano e avanzano verso di
noi tirando bombe assordanti e lacrimogeni. Il vento e' contro di loro, e
ci permette quindi di rimanere saldi e provare a passare a mani alzate.
La testa del corteo, composta principalmente dagli internazionali, riesce a
passare la prima linea del blocco. Non facciamo in tempo a gioire di aver
sfatato il mito dell'invalicabilita' di Kalandia, che l'esercito ci chiude
le spalle (tagliando in due il corteo), cominciando a sparare verso i
palestinesi, per lo piu' adolescenti e bambini. Rimaniamo scioccati dalla
tranquillita' e freddezza con cui questi appena maggiorenni in divisa
mirano e sparano proiettili veri.
Varchiamo il check point dal lato opposto, ci uniamo agli anarchici
israeliani (che manifestavano da questo lato) e decidiamo di tornare
indietro con gli ISM per porci di fronte ai militari e cercare di impedire
il loro infame tiro a segno.
Mentre da dietro i palestinesi continuano a tirare i sassi (unica arma in
loro possesso), ci incordoniamo per impedire all'IDF di avanzare.
L'esercito prova andare a colpire dei ragazzi procedendo su un fianco lungo
il muro, ma subito accorriamo per impedire loro, mettendoci di nuovo con le
mani alzate di fronte ai loro fucili, che gli sparino. Dopo momenti di alta
tensione i palestinesi si ritirano e anche l'esercito rinuncia all'avanzata
dentro la citta'.
La vita del check point riprende la sua inesorabile normalita': fila,
passaporto, perquisizione, insulto dal soldato e anche noi siamo di nuovo
da questa parte insieme a una lunghissima fila di palestinesi.
Piu' dei proiettili rimaniamo sconcertati da come l'invasione armata
appartiene alla normalita' di migliaia di persone: in mezzo agli spari il
mercato continuava sotto l'incessante rumore dei clacson delle macchine in
fila.
foto http://italy.indymedia.org/news/2004/08/603126.php
foto http://italy.indymedia.org/news/2004/08/603119.php
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